Condizioni al personale: uno sforzo piccolo piccolo…

In presenza del continuo calo dei tassi di interesse, abbiamo ripetutamente sollecitato la Banca a rivedere le condizioni applicate ai mutui riservate al Personale del Gruppo BNL.
Solo nei giorni scorsi, certamente a seguito della nota convenienza del tasso applicato ai mutui punto “B” rispetto a quelli punto “A”, la Banca ci ha convocati per comunicarci la revisione delle condizioni da applicare ad entrambe le tipologie, in fase di concessione e rinegoziazione.

In quella sede abbiamo sollecitato l’azienda ad abbandonare definitivamente un’impostazione ragionieristica lasciando invece spazio ad un “impianto sociale” che mettesse al centro il dipendente, inteso come vero “motore aziendale” e non come mera opportunità di guadagno.

La nostra attenzione si è incentrata soprattutto sulle condizioni per l’acquisto della prima casa che consideriamo a pieno titolo welfare aziendale e che, in passato, anche dalla controparte, sono state valutate come strumento efficace, atto a determinare un “clima” positivo, necessario per sostenere, con la massima coesione interna, le difficili sfide che questa Banca ha affrontato.

Abbiamo inoltre richiesto:

  • La possibilità per i colleghi con salario d’ingresso di accedere ad un mutuo pari al 100% del valore dell’immobile: i neo-assunti spesso non hanno la possibilità di far fronte ad un pagamento in contanti per versare l’anticipo per acquisto della prima casa e quindi rimangono tagliati fuori “anche dalla piccola” stabilità che un’abitazione di proprietà può fornire.
  • La rinegoziazione di tutti i mutui in essere (circa 11.000) senza dover effettuare la stipula di un nuovo atto.

La Banca ha valutato la possibilità di ridurre i tassi per la concessione e rinegoziazione del mutuo A in misura contenuta.
Inoltre, riguardo ai mutui di nuova concessione punto B tasso fisso, ci ha comunicato la decisione di abolire il parametro Irs applicato agli stessi mutui, sostituendolo con un tasso finito derivante dalla maggiorazione di 0,70% sul tasso riservato ai mutui punto A (1,50%+0,70%=2,20%).
Per quanto riguarda la rinegoziazione dei mutui punto B, il tasso che la Banca vuole applicare è pari al 3%.
Nel dettaglio di seguito le condizioni che la Banca vuole applicare al personale dipendente, per le quali abbiamo ottenuto la conferma che non saranno applicate ulteriori spese e accessori per le rinegoziazioni:

Nuove
Stipule

Fino a
200.000€

Da 200.000 a
300.000€

Da 300.000 a
500.000€

Oltre
**500.000€

 

PUNTO A

1,40%

2,00%

2,50%

3,00%

PUNTO B
(+0,70%)

2,10%

2,70%

3,20%

3,70%

 

 

 

 

 

Rinegoziazioni

Tasso
attuale dal 2,00% al 2,20%

Tasso
attuale dal 2,20% al 2,50%

Tasso
attuale dal 2,50% al

3,00%

Tasso
attuale dal 3,00% al

3,50%

Tasso
attuale >3,50%

PUNTO A

1,90%

2,20%

2,40%

2,60%

2,80%

PUNTO B

 

Per tutti i
tassi 3%

** da definire su autorizzazione DRU

SENZA SPESE NOTARILI E DI PERIZIA.

Per quanto riguarda la possibilità di concessione di finanziamento ai colleghi con salario d’ingresso, la Banca si è resa indisponibile ad accettare la nostra richiesta, dichiarando che valuterà di volta in volta, sulla base delle ulteriori garanzie  prestate dal richiedente, la concessione di un mutuo superiore all’ 80%.

La nostra valutazione è che il trend attuale dei tassi avrebbe consentito uno sforzo maggiore, soprattutto nei confronti dei giovani già fortemente penalizzati. Consideriamo quindi questo intervento come un primo passo a fronte di azioni future che possano determinare un ulteriore miglioramento.

Soprattutto riteniamo sia giunto il momento che le condizioni al personale entrino a pieno titolo nelle dinamiche della trattativa sindacale, con la possibilità di scambio di proposte articolate e condivisione di dati informativi puntuali su stock, platea di riferimento, costi e conseguenze economiche relative alle ipotesi di intervento.

La situazione economica generale e la scarsità crescente di occasioni di miglioramento economico, accrescono l’importanza di tutte le forme di intervento a favore del personale, rendendole più proprie delle politiche di welfare e salariali piuttosto che delle politiche di “benefici accessori”.

Per questo motivo chiediamo per il futuro che si esca definitivamente dalla logica della “concessione” per entrare a pieno titolo in quello della negoziazione.

Roma, 27 Aprile 2015

Segreterie di Coordinamento Nazionale
DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL SINFUB UILCA
Banca Nazionale del Lavoro

Comitato Aziendale Europeo

I comitati Aziendali Europei (CAE) sono stati creati a seguito della Direttiva 94/45/CE del Consiglio Europeo, del 22 settembre 1994.
Il provvedimento prevede l’istituzione di un CAE per l’informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie.
Le imprese sono considerate di dimensione comunitarie se rispondono a requisiti di struttura e dimensionali che il Gruppo BNPP supera in larghissima misura.
Oltre che nei tre principali mercati domestici, Francia Italia e Belgio, BNPP registra una forte presenza in Spagna, Portogallo, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Lussemburgo.
I CAE hanno come obbiettivo principale lo scambio delle informazioni fra i lavoratori all’interno dei gruppi multinazionali per indurre le aziende a un generale allineamento della qualità del dialogo sociale al proprio interno, ed evitare così disparità nazionali o concorrenze sleali fra gruppi di lavoratori.
A questo fine è previsto che i CAE contribuiscano a:

  • Facilitare lo scambio di informazioni i rappresentanti dei lavoratori
  • Individuare le omissioni informative della dirigenza aziendale
  • Agevolare lo scambio di idee per la soluzione dei problemi comuni
  • Consentire l’utilizzo di tutte le informazioni, ovunque reperibili (anche fuori dai confini nazionali), utili alla contrattazione
  • Impedire le discriminazioni fra i lavoratori di un paese e quelli di un altro
  • Agevolare le iniziative comuni